
Che cos’è la Tree Therapy ?
La Tree Therapy è una disciplina orientale, che consiste in una serie di tecniche di visualizzazione, di tecniche di respirazione e contatto con la natura (alberi, piante, fiori, paesaggi, boschi, prati ecc.) per ossigenarsi, rigenerarsi e assimilare l’energia eterica o pranica che il mondo vegetale può donare.
Il Giappone ora ha 62 boschi terapeutici certificati e protetti, attirando circa 5 milioni di visitatori ogni anno.
Ovviamente il beneficio della natura può essere anche gestito negli ambienti più popolati, esempio visitare dei parchi vicino alle città, oppure cercare di piantare e coltivare delle piante o alberi se si possiede un giardino, o piante in vaso se si possiede una terrazza. Il beneficio sarà minore, ma sempre utile.
Secondo la Scuola medica salernitana il salice faceva frenare la libido.
Il succo delle fondi e della corteccia cotto con olio aiutava per i dolori delle orecchie.
Nel 1827 Leroux, un farmacista francese isolò dalla corteccia del salice un principio farmacologico attivo la silicina, da questo si può ricavare il famoso acido salicilico, usato per tutto il XIX secolo per la cura delle nevralgie, sciatiche e dolori muscolari, è un antipiretico, può essere usato sia in estratto che in tintura.
la natura come sempre ci dona tutto.
STORIA E MITOLGIA:
Albero simbolo della rinascita a causa della sua rapidissima crescita, per i britanni conserva un arcaico legame con le streghe (infatti si diceva servisse come legaccio per le loro scope) e con le varie divinità femminili, legato alla fecondità e ai cicli lunari.
Nella tradizione celtica il culto del salice era molto sentito, nel calendario veniva considerato il quinto albero dell’anno ( periodo che andava dal 12 aprile al 15 Maggio cioè le Calendimaggio). I druidi celebravano i sacri riti ponendo le offerte in ceste di salice, gli strumenti musicali che utilizzavano per incantare il popolo con suadenti melodie erano costruiti con il flessuoso legno di salice, capace di far risuonare la voce del vento e della natura. In Lituania il culto del salice come simbolo di fecondità è perdurato sino ad un centinaio di anni fa. Secondo la leggenda la dea Blinda ( Ecate poi Atena per i Greci) era così feconda da poter partorire da ogni parte del corpo. La Madre Terra, invidiosa della sua capacità, mentre Blinda camminava in un prato paludoso le imprigionò i piedi e la trasformò in un salice.
Per questo le contadine lituane usavano fare offerte floreali alla Dea Madre per richiedere il dono della maternità cingendo di corone i grandi salici, tradizione pagana che è continuata sino ai primi anni del XIX secolo.
Nel mondo greco, il salice era legato a Zeus tramite le sue nutriciElice e Amaltea che lo allevarono sul monte Ida dove la madre Rea lo aveva nascosto affinchè il padre Cronos non lo divorasse. La culla di Zeus era appesa ad un salice, Amaltea allattava il piccolo sottoforma di capra (da qui Salix caprea). Per gli antichi Greci il salice era un’albero collegato al mondo dei morti e all’aldilà per la capacità di rigenerarsi facilmente dai rami spezzati.
Ulisse per trovare la porta degli inferi viene mandato da Circe nel boschetto di pioppi e salici di Persefone, inoltre essendo Ecate legata al salice, collega indissolubilmente la pianta al regno dei morti. Orfeo infine, tenta di condurre Euridice dal regno dei morti alla vita tenendo in mano un ramo di salice. Per gli Ebrei invece il salice era albero propiziatore di pioggia, venerato dal popolo del deserto come tutto ciò che è legato all’acqua.
Per ricordare la traversata del deserto dei loro padri, gli Ebrei scelsero il salice piangente come simbolo (da qui il nome Salix babylonica, anche se la pianta in realtà ha origine cinese) e ricordato nella festa dei Tabernacoli o delle Capanne.
Senza dubbio il salice è un albero legato alla simbologia del cristianesimo più ortodosso, infatti esiste una leggenda che narra come questa pianta abbia cambiato il suo aspetto proprio al tempo di Gesù Cristo: mentre Gesù portava la croce, nel momento esatto della passione, esausto ed impossibilitato nel cammino, si accasciò per un attimo ai piedi di un salice che, impietosito da tanta sofferenza, incurvò tutti i rami verso il basso proprio per aiutarlo a rialzarsi e sostenerlo con le sue fronde.
Quando Gesù riprese il suo cammino, sempre perseguitato dalle fustigazioni dei soldati, il salice rimase con tutte le fronde abbassate e continuò a piangere per sempre. In oriente invece il salice ricopre simbologie positive, rappresenta l’immortalità, la spiritualità e l’eternità tanto che il suo legno viene utilizzato per l’architettura sacra.
PERSONALITA’:
Valgono per il salice le considerazioni già esposte per tutte le piante la cui corteccia sia particolarmente ricca di principi attivi precursori dell’acido acetilsalicilico. È interessante osservare come le piante la cui corteccia è utile per alleviare i sintomi della febbre attraverso la sudorazione siano quelle più legate all’elemento acqua.
Se non si trattasse, come tutti gli organismi vegetali, di una forma di vita sessile, il salice sarebbe una di quelle piante più caratterizzate di altre dalla dinamicità e dalla capacità di esplorazione dell’ambiente. Come gli esseri umani, infatti, essa colonizza tutte le terre che siano nutrite da corsi d’acqua e, una volta trovato l’ambiente adatto, tende a diffondersi con estrema facilità, segno di forza, di autostima, di consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, dal momento che non si azzarda a colonizzare terreni e ambienti estremi.
FIORE DI BACH:
Il salice, nell’elenco dei Fiori di Bach, è chiamato “willow”. Indicato per le persone soggette a vittimismo. A chi sente di avere contro il mondo intero e che tutti ce l’abbiano con lui. Per chi cade spesso nell’autocommiserazione e si piange addosso, sentendo di soffrire ingiustamente, a causa di un destino crudele e avverso, o a causa degli altri. Sono persone possessive, per niente altruiste, diffidenti e convinte che nessuno possa capirle o immedesimarsi in loro, spesso pessimiste, vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto. Nutrono un forte risentimento verso chi considerano colpevole per la loro situazione e sono tendenzialmente vendicative e incapaci di perdonare; Inoltre provano costantemente invidia verso chi ritengono più fortunato di loro, nella vita, nella carriera o in campo sentimentale, e verso chi più ricco o più bello.
DECRIZIONE BOTANICA:
Il genere Salix appartiene alla famiglia delle Salicacee. Originario dell’Europa, Asia e Nord America, comprende circa 300 specie dialberi, arbusti e piante perenni legnose o fruticose, generalmente foglia caduca; le specie arboree arrivano ai 20 metri di altezza, si trovano principalmente su terreni umidi nelle regioni fredde e temperate dell’emisfero settentrionale.
Tutti i salici hanno abbondante linfa di corteccia acquosa, pesantemente caricata di acido salicilico. Il legno è tenero, solitamente cedevole, i rami sono sottili e le radici grandi, fibrose, spesso stolonifere.
Le radici sono notevoli per la loro robustezza, dimensione e tenacia. Le foglie sono tipicamente allungate, ma possono anche essere rotonde o ovali, spesso con bordi seghettati. La maggior parte delle specie è decidua. Le gemme sono laterali e coperte da un’unica scala; di solito, la scala di gemme è fusa in una forma simile a un cappuccio ma in alcune specie si avvolge e i bordi si sovrappongono. Le foglie sono semplici, seghettate e acute o acuminate. Le specie spontanee della nostra flora sono poco più di 30, molte di difficile identificazione grazie alla notevole facilità con cui si formano ibridi con caratteristiche intermedie.
Tra le più note, diffuse e distintive dei generi ricordiamo il Salix alba (salice bianco) e il Salix babylonica (Salice piangente).
USI TERAPEUTICI:
Le foglie e la corteccia del salice sono menzionati in antichi testi medici egizi del II millennio a.C. (papiro Ebers, papiro Edwin Smith). Il celebre medico greco Ippocrate ne descrisse nel V secolo a.C. le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie, ribadite e ulteriormente studiate da altri medici antichi, come Dioscoride e Plinio.
In modo meno documentato, le foglie e la corteccia del salice furono usati da molti popoli, anche primitivi, come gli Indiani d’America e gli Ottentotti, nonché dalla medicina popolare medioevale.
La Scuola medica salernitana, attribuiva al salice proprietà antiafrodisiache
La pianta di Salice è ricca di virtù medicinali. L’acido salicilico è il composto alla base della nota aspirina fu ricavato proprio dal salice bianco, e la corteccia contiene tannino, utilizzato come disinfettante e cicatrizzante.
Nel 1763 il reverendo inglese Edward Stone studiò le proprietà antimalariche della corteccia di salice. Benché fosse in errore nell’attribuire affinità tra il salice e il chinino, i suoi risultati dimostrarono inequivocabilmente le proprietà antifebbrili della corteccia di salice.
Nell’Ottocento i progressi della chimica permisero di isolare il principio attivo contenuto nella corteccia del salice: la salicina, isolata allo stato puro per la prima volta da Henri Leroux nel 1828.(Rimandiamo alla voce acido acetilsalicilico per la storia dell’aspirina, chimicamente molto affine alla salicina.)
Attualmente vengono utilizzate a scopo medicinale le specie S. alba, S. caprea, S. purpurea, S. aurita e S. nigra.
• Lo sciroppo, il decotto, il vino medicato e la polvere ricavata dall’essiccazione della corteccia di ramoscelli di 2-3 anni, hanno proprietà astringenti, curative del reumatismo cronico, antisettiche e febbrifughe;
• Il decotto per uso esterno viene utilizzato per irrigazioni, impacchi e bagni antireumatici;
• Il decotto degli amenti fioriti raccolti in marzo-aprile ha proprietà calmanti e anafrodisiache;
• Il carbone vegetale ricavato dal legno ha proprietà assorbenti e carminative.
BIBLIOGRAFIA
Questo articolo è stato interamente estrapolato dal testo “Silvoterapia” della Scuola Europea di Naturopatia e Discipline Olistiche (SENDO), che ringrazio per tutto quello che mi hanno insegnato.
Copyright © 2023
tutti i diritti riservati